L’antonomasico attore di western (S.Shephard) braccato da un mortifero angelo della morte (T.Roth) attraverso la madre (E.M.Saint) viene condotto alla presenza del figlio (Mann) avuto da una grande passione (J.Lange).
Le mani da ontologo di Wim Wenders e lo sguardo schizotico di Sam Shephard raccontano uno dei milioni dei possibili tramonti di questo occidente, ambientato in una sua declinazione estrema: Butte, Montana.
Se Paris, Texas poteva dirsi uno dei primi esempi di dramma cinematografico postmoderno, Don’t Come Knocking ne rappresenta una possibile epitome, con tutti i pregi e i difetti del genere. Comunque, averne…
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